The overlap of visual perspectives, highlighting the inevitable advantage of being consumed by time and experience.

Review

“Mixed” Technique:

Photo collage (photos Andrea Mazzucato), digital design, crayons, chalk and paint on smooth plaster on plywood. American box frame included.

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The traveler returns to the places of the mind, eating away at the artificial lights on and unclimbed lines define the perception of a moment. The movement of urban architecture and grandeur are combined in frenetic playing moments of life.

The subject is erratic and unrepeatable and is transferred to adapt its uniqueness, gaining strength and accuracy, filing tracks which dissolve like memories fade.

Each composition is a portrait of an emotion, which is in front of the smallest or the most majestic view of urban complexes, the traveler is kidnapped and hypnotized by the constant motion and irregular elements that surround it. The life that flows in front of his goal, is and must be imprinted in the mind and matter.

The uncertainty of reproducing a specific set of memories in this case is the real strong point, the traveler reproduces the exact moment when his memory is recalled, with its shortcomings, the insecurity of colors el’evanescenza , The overlap of visual perspectives, highlighting the inevitable advantage of being consumed by time and experience.

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Il viaggiatore ritorna ai luoghi della mente, luci artificiali corrodono la materia e linee inviolate definiscono la percezione di un istante. Il movimento metropolitano e l’imponenza di strutture architettoniche si mescolano in una riproduzione di attimi di vita frenetica.

La materia è irregolare ed irripetibile, su di essa il soggetto viene trasferito adattandosi alla sua unicità,
acquistando forza e veridicità, limando tracce e particolari che come nei ricordi si dissolvono.

Ogni composizione è il ritratto di un’emozione, che sia davanti al più piccolo scorcio o al più maestoso dei complessi urbanistici, il viaggiatore è rapito ed ipnotizzato dal moto continuo ed irregolare degli elementi che lo circondano. La vita, che scorre davanti al suo obbiettivo, è e deve essere impressa nella mente e nella materia.

L’incertezza di riprodurre un preciso insieme di ricordi è in questo caso il vero e proprio punto di forza;
Il viaggiatore riproduce la sua memoria nell’esatto istante in cui viene rievocata, con le sue mancanze, l’insicurezza e l’evanescenza dei colori, la sovrapposizione di prospettive visive, esaltando l’inevitabile pregio di essere consumata dal tempo e dalle esperienze.

Eva Bonesso


Prospettive alternate

Un volo parabolico intorno a un parco giochi, la visione  dinamica di una giostra, il caos urbano di una metropoli del sud est asiatico o statunitense. E poi architetture d’avanguardia, automobili nel caos quotidiano, ingranaggi di un progresso tecnologico inarrestabile scandito da un ritmo serrato.
Il percorso creativo di Andrea Mazzucato è affascinante. L’idea dei suoi temi, eseguiti con singolare finezza, nasce dai viaggi che egli fa intorno al mondo. L’impatto visivo, l’atmosfera, la diversità dei luoghi produce un ‘intuizione espressiva che conduce a ricreare una situazione, un modus vivendi, raccontando in sintesi le tensioni esistenziali della città e di riflesso le specifiche soluzioni formali per risolvere le ambientazioni con un idoneo linguaggio artistico. L’unione tra i due momenti è entusiasmante, rappresenta l’incontro tra la curiosità interiore ed il modello espressivo. La componente grafica è fondamentale, unisce tecniche diverse dalla fotografia alla pittura, sempre in equilibrio tra l’ immediata percezione visiva e la meditazione personale che assume spesso riferimenti surreali e metafisici. Andrea Mazzucato comunica infatti la comprensione di una realtà governata da un altalenarsi di momenti diversi che non riguardano soltanto le forme ed i colori, ma il divenire stesso del flusso vitale. Si rimane affascinati dallo stile serrato, in continua tensione, che travolge la mente e lo sguardo. Osservando da vicino si nota sempre la rarefatta rappresentazione del vero, è leggibile anche il singolo particolare, il modello di un’auto, un semaforo rosso all’incrocio, i contorni di soggetti che possiedono una loro peculiare identità; poi subentra l’effetto del colore, le singole sfumature, le accensioni improvvise dei toni più caldi che attraverso raffinate sovrapposizioni trasfigurano una visione “sensibile” della realtà. L’immagine tende a una sintesi geometrica. Infatti si susseguono, seguendo un ritmo interno, i segni compatti delle architetture, i profili delle foto sovrapposte o ricomposte, successioni temporali scandite da un sussulto dinamico. Poi d’un tratto lo scatto si rapprende in segmenti netti che rallentano l’intensità dinamica: nasce un dialogo degli opposti, dinamismo e staticità, una felice coesistenza di sensazioni che Mazzucato fa emergere con il colore, nel suo distendersi graduale sopra le composizioni. Il messaggio si fa  chiaro: l’autore capta e raccoglie i fermenti della realtà, racconta una dimensione frenetica  e surreale quindi anche contradditoria; con la pittura oltrepassa questa percezione per trasfigurare e giungere a un’armonia interna, a un nuovo ordine che concilia le diverse esigenze. Oltre l’apparenza visiva Mazzucato ci rivela una dimensione alternativa che si adatta alla qualità espressiva del contemporaneo, come il bisogno di definire lo spazio attraverso la sovrapposizione dei piani prospettici e l’inserzione di bagliori di luce. Tra realtà metropolitana e fantasia visionaria, l’autore scopre i rapporti fra l’introspezione personale e il mondo esterno. E’ un percorso in continua evoluzione perché indica la possibilità di giungere ad una situazione ideale, a un punto di fusione degli opposti. In fondo il pensiero di uno dei più grandi artisti del Surrealismo, Renè Magritte, torna fortemente alla ribalta: “Il mondo è una rappresentazione mentale, che spesso vediamo come se fosse fuori di noi ma che, al contrario, noi continuiamo semplicemente a sperimentare al nostro interno”.

Gabriella Niero